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[...]Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l'animo causa di immensa sofferenza. Di tutto questo, principio e bene supremo è la saggezza, perciò questa è anche più apprezzabile della stessa filosofia, è madre di tutte le altre virtù. Essa ci aiuta a comprendere che non si dà vita felice senza che sia saggia, bella e giusta, né vita saggia, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili[...] (Epicuro, Lettera a Meneceo)

martedì 26 aprile 2011

L'ARTICOLO Reportage: le chiese rupestri di Lalibela

Tra gli aridi e impervi monti della regione di Wollo, nella parte centro settentrionale dell'Etiopia, a circa 640 km dalla capitale Addis Abeba, arroccata a 2600 metri di altezza su un impervio costone sul cui sfondo si stagliano le alte, maestose e spigolose cime del Monte Abune Yosef, una piccola cittadina che a prima vista non sembra niente più che un grande villaggio di capanne di paglia e fango e di lamiere come tanti altri racchiude in sé tutta l'essenza di ciò che un visitatore può trovare in Etiopia.
E' Lalibela, l'antica Roha, una delle capitali del regno della dinastia Zagwe, che ereditò il dominio millenario che su queste terre esercitò il potente e florido regno di Axum, che secondo i sacri testi etiopi fu governato dalla discendenza regale dell'unione tra la Regina di Saba e il Re Salomone.
Quando vi si arriva però, del passato glorioso di questi luoghi non si può aver coscienza e percezione, anche perché le meraviglie custodite tra le capanne e gli eucalipti sono tali proprio per la loro invisibilità.......continua a leggere il mio reportage su Travelling Interline.

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